Giappone, un umanoide in prova in una casa di riposo: Charm Care sottoscriverà 300 milioni di yen in azioni donut robotics
donut robotics e Charm Care hanno siglato un'alleanza di capitale: l'operatore di case di riposo sottoscriverà 300 milioni di yen in azioni. Dal luglio 2026 l'umanoide cinnamon è in prova in una struttura; il passo successivo dichiarato è rispondere alle chiamate degli ospiti.
In breve
Un umanoide è in prova da luglio 2026 in una casa di riposo giapponese, e l'operatore che gestisce quella struttura ha deciso di entrare nel capitale di chi lo costruisce. Il 5 ottobre 2026 donut robotics (Tokyo) ha diffuso in inglese l'annuncio di un'alleanza di capitale e commerciale con Charm Care Corporation (Osaka, quotata al Prime Market della Borsa di Tokyo): Charm Care sottoscriverà 300 milioni di yen di azioni ordinarie di donut robotics. L'intesa era già stata annunciata in Giappone, in lingua giapponese, con un comunicato della stessa donut robotics.
Che cosa fa il robot, e che cosa non fa ancora
Il robot si chiama cinnamon. Secondo il comunicato del 5 ottobre, dal luglio 2026 è in prova in una delle case di riposo a pagamento gestite da Charm Care; le funzioni di pattugliamento sono dichiarate già completate.
Il passo successivo dichiarato è la risposta alle chiamate di assistenza: quando un ospite preme il pulsante e formula una richiesta, l'umanoide dovrebbe raggiungerlo e contribuire a soddisfarla. Nel comunicato è l'azienda stessa a mettere la cautela più netta: la VLA (Vision-Language-Action, i modelli che collegano ciò che il robot vede e le istruzioni in lingua ai movimenti da compiere) è, scrive donut robotics, ancora a uno stadio iniziale di sviluppo a livello mondiale.
La gamma e le dimensioni del partner
Il comunicato descrive tre modelli: cinnamon 1, umanoide bipede di circa 170 cm annunciato nel gennaio 2026; cinnamon mini, circa 130 cm e 35 kg, mostrato per la prima volta nell'aprile 2026 al SusHi Tech Tokyo 2026; e cinnamon 2, atteso in annuncio ufficiale nell'autunno 2026. Charm Care, sempre secondo il comunicato, gestisce oltre 100 case di riposo private fra il Kansai e l'area di Tokyo.
Taisuke Ono, fondatore di donut robotics, lega il progetto a una ragione privata: «Dodici anni fa ho fondato l'azienda perché volevo creare un piccolo robot che vegliasse su mia madre, che viveva lontano.»
La nostra lettura: il dato che pesa non è la cifra, ma chi la mette, perché a investire è l'operatore delle strutture, cioè il cliente finale che quel robot dovrà usarlo. Resta però che la prova riguarda una struttura su oltre cento, e che la funzione più utile per il personale — rispondere alle chiamate — è ancora da sviluppare.
Fonti
- apocwire.com stampa
- PR TIMES (comunicato aziendale) fonte primaria
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