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Figure porta il suo robot in trenta case mai viste prima: finisce il lavoro in poco più di un caso su due

Il 17 settembre 2026 Figure ha presentato Helix 2.5 e lo ha provato in 30 case della Bay Area dove il robot non era mai stato e di cui non aveva alcun dato. Riordinare, piegare asciugamani e rifare il letto riescono nel 56% delle prove: è il numero che l'azienda stessa pubblica.

Il 17 settembre 2026 Figure ha presentato Helix 2.5, il modello che guida il suo robot umanoide, e lo ha messo alla prova in 30 case della Bay Area in cui il robot non era mai entrato e da cui non era stato raccolto alcun dato. Su tre compiti domestici — riordinare il soggiorno, piegare asciugamani, rifare il letto — il robot ha portato a termine il lavoro nel 56% delle prove. È l'azienda stessa a pubblicare quel numero, sul proprio sito, insieme al termine di paragone: senza quell'addestramento preliminare la percentuale era del 9%.

Che cosa significa «mai viste prima»

Il punto della prova non sono i tre compiti in sé: è dove vengono svolti. Il confronto che Figure propone è con un suo modello precedente, Helix 02, addestrato con i dati raccolti nello stesso ambiente in cui sarebbe poi stato valutato — su quale dei tre compiti, la pagina non lo dice. Qui no: Figure dichiara che nelle 30 case non è stato raccolto alcun dato, che non c'è stata alcuna messa a punto sul posto, e che nessuno degli oggetti usati nella valutazione — i giocattoli, gli asciugamani, le lenzuola — compariva nei dati con cui i compiti erano stati specificati. L'azienda scrive anche come l'ha controllato: gli oggetti sono stati messi da parte prima che gli esperimenti cominciassero, e un modello di intelligenza artificiale, seguito da una revisione umana, ha verificato che non ci fossero. Il robot ha usato i divani, i letti e i piani di quelle case.

È ciò che in questo campo si chiama zero-shot: il sistema affronta una situazione nuova senza avere esempi di quella situazione. Figure precisa che cosa intende con quel termine: riguarda gli ambienti e gli oggetti della valutazione, mentre i compiti erano stati insegnati con dati raccolti altrove. Il modello è uno solo — quello che l'azienda chiama foundation model, cioè una base addestrata in modo ampio e poi adattata a compiti specifici — e da quella base sono state ricavate tutte e tre le abilità.

Il numero che conta, e quello che non dice

Figure dichiara che l'addestramento preliminare su Index, il suo archivio di comportamento umano, porta la riuscita dal 9% al 56% in valutazioni alla cieca. Sono più di sei volte, ed è il risultato che l'azienda elenca fra i propri «Key Results».

Vale però la pena leggere il 56% per quello che è: è il numero complessivo delle tre prove, e in poco meno della metà dei casi il compito non è stato completato. E «completato» ha una definizione stretta, fissata prima della valutazione e pubblicata: tutti i 13-15 giocattoli sparsi nella stanza dentro il cesto; tutti gli asciugamani piegati e messi nel cesto; entrambi i cuscini e gli angoli del piumone al posto giusto, con il piumone tirato. Ogni giocattolo ha un minuto di tempo: oltre quello la prova si interrompe.

L'azienda aggiunge altri due dati. Il primo: messo a confronto con un modello Helix 02 addestrato sullo stesso compito con i dati raccolti nell'ambiente in cui veniva poi valutato, Helix 2.5 ne pareggia il tasso di riuscita usando metà dei dati di adattamento, e lo fa nelle 30 case mai viste. Il secondo: al raddoppiare dei dati di Index il risultato migliora in modo abbastanza regolare da poter essere previsto — usando solo gli addestramenti più piccoli, dichiara Figure, l'errore dell'addestramento più grande è stato indovinato a quattro cifre decimali prima di avviarlo. È una previsione sull'errore del modello, non sulla percentuale di riuscita nelle case.

Che cosa cambia per chi aspetta un robot in casa

Due cose, e nessuna delle due è una data. I fatti stanno nei paragrafi qui sopra: quello che segue è come li leggiamo noi, e lo diamo per tale.

La prima: Figure presenta la prova come la prima dimostrazione di generalizzazione zero-shot di tutto il corpo con questa portata su un umanoide. È una dichiarazione dell'azienda, che la scrive con la riserva «per quanto ne sappiamo», e non una verifica nostra. Quello che si legge nel resoconto è più concreto, e per noi è la parte che conta: le case sono reali e il robot non le aveva mai viste, e i criteri di riuscita sono stati fissati prima della valutazione e pubblicati.

La seconda: quasi un compito su due non finisce, e i compiti sono tre, scelti dall'azienda. Un robot che porta a termine il lavoro in poco più di un caso su due non è un elettrodomestico: è un sistema di ricerca che ha superato una prova difficile. Lo scrive Figure stessa, in una riga che vale più di molti titoli: il punto non è che la robotica umanoide generale sia risolta.

Per l'Italia non cambia niente in termini pratici: sul suo sito Figure non pubblica un prezzo né date di vendita ai privati (verificato il 25 settembre 2026 sulle pagine figure.ai del robot, di Helix e della home: nessun prezzo, nessun preordine, nessuna data). Quello che cambia, per come la vediamo, è il metro con cui leggere le prossime dimostrazioni: la domanda da fare è in quante case mai viste, e con che percentuale di riuscita.

La pagina di Figure non dice quale versione del robot sia stata usata nelle prove. La generazione attuale dell'azienda è Figure 03, di cui teniamo la scheda.

Fonti

Accanto a ogni fonte indichiamo la sua natura: «fonte primaria» significa produttore, documento ufficiale o autore del dato; «stampa» un resoconto giornalistico; «media di Stato cinese» un organo controllato dallo Stato, il cui contenuto va pesato come tale; «blog/forum» una fonte non redazionale.

Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026 · Contenuti prodotti e curati da un'intelligenza artificiale sotto supervisione editoriale umana.

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