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Pechino, agosto 2026: gli umanoidi battono Usain Bolt e non riescono a piegare una maglietta

In cinque giorni Pechino ospita due eventi: ai World Humanoid Robot Games Tiangong Ultra corre i 100 m in 8,86 s e salta 3,40 m, poi finisce contro le barriere. Alla World Robot Conference un robot prova invano a piegare una maglietta. E per la prima volta un regolamento pubblico misura le faccende domestiche.

⚠️ Come leggere questo pezzo. Contiene affermazioni su aziende (X-Humanoid, Honor, UBTECH, Xiaomi, Unitree, Sichuan Jushen, Shanghai Moqi Wanxiang), dichiarazioni di dirigenti, prezzi mai riscontrati su un listino e riferimenti a provvedimenti governativi: tutto è attribuito, datato e con fonte. Diversi numeri sono dichiarazioni di organizzatori o produttori, non misurazioni indipendenti, e li segnaliamo come tali. Parte delle fonti sono media di Stato cinesi (Global Times, CGTN): il fatto resta verificabile, la lettura va pesata per quello che è. L'immagine è un'illustrazione originale FamilyRobot, non una fotografia degli eventi.

A Pechino, in cinque giorni, si è visto tutto quello che i robot umanoidi sanno e non sanno fare

Ad agosto la capitale cinese ha ospitato due manifestazioni distinte, che vale la pena non confondere. La World Robot Conference (WRC), dal 19 al 23 agosto, è una fiera: circa 3.000 prodotti esposti da oltre 300 aziende nella zona di sviluppo tecnologico di E-Town. I World Humanoid Robot Games (WHRG), dal 22 al 26 agosto, sono una competizione: 666 squadre, 2.056 robot, 16 Paesi, 51 eventi e 1.301 sessioni di gara nel National Speed Skating Oval delle Olimpiadi invernali 2022 — l'anno prima le squadre erano 280.

Messe insieme, raccontano una storia coerente. E non è la storia dei record.

Quello che i robot sanno fare: correre

La piattaforma Tiangong Ultra, del Beijing Humanoid Robot Innovation Center, ha dominato le discipline atletiche di punta:

Prova Risultato Riferimento umano
100 m (batteria, 24 ago) 9,39 s 9,58 s — Usain Bolt, 2009
100 m (semifinale, 26 ago) 8,86 s
400 m (finale) 38,15 s 43,03 s — van Niekerk
Salto in alto da fermo 3,40 m 2,45 m — Javier Sotomayor, 1993
Salto in lungo da fermo 4,83 m

Il principale inseguitore è stata Lightning, la piattaforma di Honor — sì, il produttore di smartphone: 9,47 s in batteria, 8,94 s in semifinale, con una punta dichiarata di 14,5 m/s nei test preparatori.

Ma il numero che conta davvero è il confronto anno su anno. Alla prima edizione, dodici mesi prima, i 100 metri erano stati vinti in 21,50 secondi e il miglior salto in alto da fermo era 0,95 metri. In un solo ciclo di sviluppo il tempo si è più che dimezzato e l'altezza è più che triplicata. Nessun altro settore tecnologico si muove a questa velocità.

Un'avvertenza necessaria: questi non sono record atletici ufficiali e non sono riconosciuti da World Athletics o da organismi equivalenti. Protocolli di misurazione, procedure di partenza, superfici e — soprattutto — l'assenza di vincoli fisiologici umani rendono il confronto un parametro pubblico e tecnico, non un'equivalenza sportiva. (dato non confermato su fonte primaria) Non risultano pubblicati verbali di gara o protocolli anti-frode che consentano una comparazione metodologicamente rigorosa.

Quello che non sanno fare: fermarsi

Dopo aver corso i 100 metri, Tiangong Ultra non è riuscito a decelerare in modo controllato ed è finito contro le barriere imbottite a fine pista, invece di arrestarsi in equilibrio con i propri mezzi. Lightning ha avuto un problema analogo e in diverse cronache risulta assistito o portato via dal personale.

La nostra lettura. È un'asimmetria ingegneristica classica, e non è un aneddoto: generare accelerazione è molto più facile che gestire una frenata sicura, recuperare l'equilibrio e mantenere la consapevolezza della situazione dopo uno sforzo massimale. In una gara è un dettaglio che una barriera morbida assorbe. In una casa, con un bambino o una persona anziana nella stanza, è il vincolo di sicurezza centrale — e riguarda direttamente il peso delle macchine: un robot da 80 kg che non sa frenare è un problema di natura diversa da uno da 30.

Secondo la copertura di Nature (27 agosto), i robot hanno stabilito record negli eventi sportivi ma hanno faticato nei compiti pratici, come piantare un chiodo con un martello. Le prove basate su scenari applicativi hanno prodotto risultati molto più disomogenei dei risultati su pista, e le cadute sono rimaste frequenti: la capacità di rialzarsi in fretta è ormai parte esplicita della valutazione.

Negli stessi giorni, in un padiglione della WRC, un robot ha provato per diversi minuti a piegare una maglietta senza riuscirci — episodio riportato dall'agenzia Associated Press e ripreso da molte testate come contrappunto ai record. Secondo gli esperti citati dall'agenzia, molti umanoidi restano oggi più convincenti come intrattenitori che come lavoratori.

La nostra lettura. La divergenza non è casuale. Correre e saltare sono problemi di controllo dinamico su traiettoria nota: ambiente pulito, obiettivo unico, nessuna incertezza sugli oggetti. Piegare una maglietta è un problema di manipolazione di oggetti deformabili con percezione tattile: lo stato dell'oggetto non è del tutto osservabile, le configurazioni possibili sono migliaia, la tolleranza all'errore è bassa. È esattamente il tipo di compito di cui è fatta una casa. I record di Pechino misurano la prima categoria; la vita domestica sta quasi tutta nella seconda.

La notizia vera: per la prima volta esiste un regolamento

Questo è il pezzo che a nostro avviso conta più di tutti, e che è passato quasi inosservato.

Dal 16 agosto i WHRG hanno portato le prove "di scenario" fuori dagli impianti sportivi, in luoghi reali in funzione: un hotel, una biblioteca e — per la prima volta nella storia della manifestazione — un appartamento. La gara domestica è partita il 18 agosto presso Habit@, un appartamento intelligente di Pechino, con 38 squadre in gara.

Il regolamento assegna 300 punti:

Prova Punti
Riordinare il soggiorno 75
Piegare i vestiti in camera da letto 100
Lavare e stendere il bucato (bagno e balcone) 125

A cui si aggiunge un compito non programmato: su comando vocale il robot deve interrompere ciò che sta facendo, ricevere un pacco, portarlo in casa e poi riprendere il lavoro da dove era rimasto. Sono previste penalità per collisioni, oggetti caduti e uscita dall'area.

E qui sta il punto. Se interviene un essere umano, l'intera prova viene classificata come controllo remoto e il punteggio pesa 0,5 invece di 1. La stessa penalizzazione vale per la prova in hotel. Anche i 100 metri, quest'anno, sono passati alla piena autonomia, senza teleoperazione.

La nostra lettura. Quel coefficiente 1 contro 0,5 è la cosa più utile uscita da Pechino. È il primo metro di paragone pubblico e confrontabile tra «il robot lo fa» e «una persona lo fa fare al robot» — cioè la distinzione che conta di più per chiunque stia valutando un acquisto domestico, e che fino a oggi si poteva desumere solo dai video prodotti dai costruttori. Ne parliamo per esteso nella guida teleoperazione e privacy.

L'analista Liu Dingding, citato dal Global Times, l'ha detta più netta: sotto teleoperazione serve comunque una persona che operi e assista, e in quel caso «il robot ha di fatto perso il valore che dovrebbe avere». (Opinione della fonte, riportata come tale.)

La lacuna che resta. Al 31 agosto non risultano pubblicate le classifiche finali della prova domestica. Quanti punti, sui 300 disponibili, sono stati effettivamente ottenuti dalle 38 squadre è il dato più significativo dell'intera manifestazione per il nostro ambito, e lo stiamo cercando. Finché non esce, sappiamo che il regolamento esiste; non sappiamo quanto i robot ci siano andati vicino.

I prezzi: il segmento «umanoide da compagnia» prende forma in Cina

Alla fiera sono comparsi due prezzi al consumatore. Entrambi vanno letti con cautela, entrambi dicono qualcosa.

Jiao Jichao, vicepresidente di UBTECH Robotics, ha dichiarato ad AP che uno dei suoi umanoidi dal volto realistico, promosso per la «cura emotiva» — parla, produce espressioni facciali, ruota il collo, muove le mani — è acquistabile anche da privati a 168.000 yuan (indicati da AP in oltre 24.000 dollari).

Sichuan Jushen Humanoid Robot Technology ha presentato un umanoide a interazione emotiva a partire da 98.000 yuan (circa 11.500 euro al cambio del periodo: conversione nostra, non confermata), con proiettore 3D ultra-short-throw per le espressioni facciali e riconoscimento dichiarato di almeno 15 emozioni con accuratezza oltre l'85%.

Cosa non sappiamo di questi prezzi. Il nome del modello UBTECH non è indicato dalla fonte, e non è chiaro se coincida con l'U1 «da compagnia» già annunciato. Nessuno dei due prezzi è stato riscontrato su un listino ufficiale: sono dichiarazioni fatte a giornalisti in fiera. Il «a partire da» cinese esclude tipicamente accessori e servizi. E l'accuratezza dell'85% su 15 emozioni è un dato autodichiarato, senza dataset né protocollo di test pubblicati. Li riportiamo come dichiarazioni, non come prezzi di mercato.

La nostra lettura. Con questa cautela, l'ordine di grandezza è comunque un'informazione. 98.000 e 168.000 yuan collocano l'umanoide da compagnia cinese nella fascia di un elettrodomestico premium, non di un'automobile — molto sotto i 20.000 dollari di 1X NEO e a due ordini di grandezza dai 98.000 euro di Neura 4NE-1. Se il trend regge, la pressione sul prezzo arriverà da est, come è già accaduto con Unitree: nel nostro database il G1 costa 13.500 dollari e l'R1 parte da 4.900.

Con un'avvertenza che vale per tutti e due: nessuna disponibilità europea, nessuna marcatura CE dichiarata, nessun canale d'acquisto fuori dalla Cina. Per un lettore italiano, oggi, questi prezzi sono un indicatore di mercato, non un'offerta.

Chi entra e chi promette

Xiaomi ha portato in pubblico per la prima volta il proprio umanoide. Il presidente Lu Weibing ha precisato, nella presentazione dei risultati, che l'azienda non intende svilupparlo come prodotto a sé stante: l'obiettivo è collegarlo all'ecosistema «persona, auto e casa», applicazioni domestiche incluse. (dato non confermato su fonte primaria) Alcuni aggregatori indicano un'altezza di circa 1,7 metri, dato che non abbiamo trovato confermato da Xiaomi e che quindi non riportiamo come specifica.

Shanghai Moqi Wanxiang, azienda nata da meno di un anno, ha mostrato MORPHI KINO, su ruote, che secondo il resoconto dell'agenzia CNS avrebbe completato in autonomia un compito domestico di 15 minuti in più fasi: pulizia del soggiorno, riordino del tavolo, rifornimento del frigorifero, lavaggio, asciugatura e piegatura dei vestiti.

Da verificare. La notizia poggia su una sola catena di fonti. Non abbiamo visto un video integrale non tagliato, il numero di tentativi, il tasso di successo, né una specifica pubblicata dall'azienda — e nemmeno la conferma che non ci fosse supervisione umana. Va trattata come dichiarazione riportata, non come dato. È significativo che l'azienda stessa dichiari di volersi testare prima negli hotel, per due o tre anni, e solo poi nelle case: è la stessa prudenza che manca a molti annunci occidentali.

Unitree era tra le attrazioni principali — boxe, danza, ping pong contro un avversario umano — e l'apertura della fiera è coincisa con il suo debutto in Borsa a Shanghai.

Il contesto che riguarda anche noi

L'agenzia Associated Press riporta che il 19 agosto, all'apertura della World Robot Conference, non c'era traccia di espositori di altri Paesi.

La manifestazione arriva poche settimane dopo il provvedimento della Federal Communications Commission statunitense che, il 28 luglio 2026, ha colpito l'importazione di umanoidi e quadrupedi di fabbricazione estera per motivi di sicurezza nazionale — misura che di fatto riguarda la Cina.

La nostra lettura. Una fiera mondiale senza stranieri e un mercato americano che si chiude sono due facce dello stesso fenomeno: la robotica umanoide si sta dividendo in blocchi. Per un compratore europeo la conseguenza è concreta: i prodotti più economici e più disponibili nascono in Cina, mentre le regole che decideranno se e come potranno entrare in una casa europea — marcatura CE, AI Act, GDPR — si scrivono altrove. È il nodo che seguiamo nella pagina arrivo in Italia.

Cosa ci portiamo a casa

La potenza di picco non è più il collo di bottiglia. Una macchina che eroga tutto in dieci secondi esiste, e migliora a una velocità impressionante. Non serve a molto in una casa.

Il collo di bottiglia è la manipolazione fine e la sicurezza a bassa velocità. Piegare, afferrare oggetti deformabili, frenare in modo controllato, rialzarsi. Sono esattamente le voci su cui Pechino ha mostrato i risultati più incerti.

Per la prima volta c'è un modo pubblico di misurarlo. Il coefficiente 0,5 sulla teleoperazione è più utile di dieci video promozionali, e speriamo che diventi uno standard: quando le classifiche della prova domestica usciranno, torneremo su questo pezzo con i numeri.

E per chi si chiede quando comprarne uno in Italia: nulla di quanto visto a Pechino è oggi acquistabile in Europa, con marcatura CE e assistenza. Quello che è cambiato è il prezzo di riferimento — e quello, prima o poi, arriva.


Contenuto prodotto e curato dal Direttore (AI) con supervisione editoriale umana. Le fonti sono elencate in fondo alla pagina e citate nel testo. Distinguiamo sempre fatti, dichiarazioni riportate, ipotesi nostre e dati da verificare — come spiegato nella metodologia. Segnalazioni ed errori: contatti.

Fonti

Accanto a ogni fonte indichiamo la sua natura: «fonte primaria» significa produttore, documento ufficiale o autore del dato; «stampa» un resoconto giornalistico; «media di Stato cinese» un organo controllato dallo Stato, il cui contenuto va pesato come tale; «blog/forum» una fonte non redazionale.

Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026 · Contenuti prodotti e curati da un'intelligenza artificiale sotto supervisione editoriale umana.

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